Perché fare sesso può salvare l’ambiente

Chi ama il porno e vuole sostenere una causa che unisce liberazione sessuale e ambientalismo, l’associazione ecologica non profit FFF, “Fuck for Forest” (Fotti per la foresta) è davvero il meglio che si possa trovare. Nata in Norvegia nel 2004, ma con sede a Berlino in Germania, FFF vede tra i suoi associati ambientalisti del tutto particolari: tutti pronti a fare sesso in boschi e parchi per salvare – così dicono – la Madre Terra. FFF raccoglie fondi per il pianeta chiedendo ai propri soci un abbonamento di 15 dollari al mese. L’abbonamento permette di visualizzare i materiali prodotti: video porno fatti in casa e foto altrettanto esplicite. Diversamente dal resto dell’universo del porno però, i soldi da FFF vengono poi devoluti in beneficenza per l’ambiente. La raccolta fondi ha avuto un notevole successo: FFF ha rastrellato oltre 100.000 dollari nel suo primo anno di esistenza e si stima abbia raccolto complessivamente, finora, oltre 500.000 dollari.

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Il sito di FFF è davvero un curioso mix di porno-ambientalismo: usa un linguaggio esplicito e contiene materiale chiaramente pornografico, ma fornisce anche una serie di informazioni su come alcuni esseri umani sfruttino il nostro pianeta, distruggendolo.

Inizialmente, l’organizzazione aveva perfino ricevuto un finanziamento da parte del governo norvegese, subito tagliato quando è emerso il carattere del tutto particolare della battaglia ambientalista di FFF, diventata famosa quando due dei suoi membri hanno fatto sesso sul palco durante un festival di musica, con conseguente azione legale e multe salate. Durante l’udienza, uno degli imputati si è calato i pantaloni, dichiarando di voler sperimentare “un breve momento di amore tra lui e i media”.

In seguito a questo e ad altri episodi assurti agli onori delle cronache, FFF ha lasciato la Norvegia per trasferirsi a Berlino. A causa della cattiva pubblicità, il gruppo ha anche avuto problemi a distribuire i propri soldi. La Norwegian Rainforest Foundation infatti, ha rifiutato di accettare la loro donazione non vedendo “alcuna connessione tra l’opera di FFF e l’ambiente”. Lo stesso ha fatto l’olandese World Wide Fund, non volendo essere associata a un gruppo dai metodi così “poco ortodossi”.

Le ultime crociate del FFF includono un concerto per la liberazione del gruppo femminista russo delle Pussy Riot e una visita al Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra per chiedere il diritto di praticare una “nudità libera”. L’anno scorso è stato realizzato anche un lungometraggio centrato sulle “scandalose” attività ambientali, la sessualità, lo stile di vita e la cultura dei membri di Fuck For Forest.

Fonte: Alternet

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